Le Dolomiti non sono solo montagne da scalare, cime da conquistare, boschi in cui passeggiare, valli dove trascorrere una rilassante vacanza. Le Dolomiti rappresentano l'ambiente di vita delle ladine e dei ladini, gente che ci vive da secoli, ma è anche la casa di coloro che la abitano per lavorarci e di coloro giunti qui per amore. Un contesto conosciuto per tanti aspetti, quello naturalistico in particolare, per altri ancora molto sconosciuto, come le storie di vita, le passioni, gli amori, i desideri ma anche le pene e le tristezze di queste persone. Di racconti e romanzi ambientati in questa terra, poi, ce ne sono pochissimi. Questi due romanzi aprono una piccola finestra sul mondo ladino che il lettore e la lettrice appassionata non può assolutamente farsi scappare.

Le gatte dei bottai

Vanna e Mara vengono al mondo all'inizio del secolo scorso in una piccola città dell'Impero asburgico, dove trascorrono felicemente la loro infanzia. Durante la Grande Guerra la famiglia si trasferisce in Val di Fassa, luogo d'origine della madre Osdalìa e della zia Taluina. La guerra porta disgrazia e semina morte. Le bambine rimangono con la zia che è accusata di aver incendiato il paese. Durante le indagini si scopre che le bambine non sono state battezzate e dunque non è certo che siano nipoti di colei che sostiene di esserne la zia. Grazie all'aiuto dei compaesani, le accuse cadono e Taluina viene rilasciata, ma poco dopo le bambine vengono portate a Trento per essere affidate a nuove famiglie. Un giudice amico riesce ad avere l'affido delle gemelle per un anno ma ancora prima dello scadere dei termini, una delle due, Mara, viene affidata ad una famiglia di cui nessuno sa nulla. Vanna rimane a Trento presso il giudice e Taluina ritorna a Bolzano, dove inizia a escogitare una fuga per lei e le nipoti. A questo punto le esistenze delle tre donne si divideranno e ciascuna seguirà fino in fondo il proprio destino. Vanna e Mara si ritroveranno solo molti anni dopo e avranno da raccontarsi tutta una vita.

Scarica l'abstract e acquista su Amazon Scarica l'abstract e acquista

Amichevole estate

È la storia di un'amicizia speciale e di tante amicizie normali, o quasi. Raccontate da tre solitarie voci narranti. L'amicizia fra Dora e Paola: impalpabile come la cipria, visibile solo attraverso pochi gesti d'affetto e tanti sguardi premurosi. Un'amicizia di vecchio stampo, a tratti buffa, sempre misurata, mai affettata o insincera. Le amicizie di Paola: tante, rumorose, invadenti. Amicizie moderne, easy, senza impegno che alle volte però si svelano profonde e importanti. L'amicizia fra Giorgio e Dora: l'amore della sorgente e della foce, della giovinezza di lui, della vecchiaia di lei. Amicizie che s'intrecciano un'estate qualsiasi, in una valle invasa dai turisti, ma che si dipanano indifferenti al vociare di questi. Storie silenziose che rimbalzano con una dolce eco dalle calde rocce dolomitiche.

Scarica l'abstract e acquista su Amazon Scarica l'abstract e acquista
Iris Call è cresciuta in Val di Fassa, in una casa che guarda tutti i giorni i dirupi del Larséch (Catinaccio). Lavora a Bolzano, dove vive con la famiglia. Questi sono i suoi due primi romanzi, il terzo è nella sua testa e prenderà presto forma scritta. Altro, mi sembra, non ci sia da dire.

Recensione 'Le gatte dei bottai'

...quando la copertina è comparsa sullo schermo sono stata incantata dalla grazia della composizione, dalla semplice complessità del disegno, dalla vivezza dei colori. Davvero non sapevo cosa aspettarmi, non compro romanzi volentieri, anzi, quasi mai - li trovo fin da subito scontati e noiosi, anche quelli di tanti Grandi Nomi, non fa differenza. Con questo, sono rimasta ingrippata fin dalle prime righe ("Lo straccio doveva girare sul polso, incrociarsi all'interno del pollice, stringere bene le dita chiuse a pugno e poi...") e non l'ho mollato più fin quando non sono arrivata alla fine della versione di prova, un'ora dopo. L'ho letto tutto d'un fiato con una fame di parole che mi ha preso alla sprovvista, e che mi meraviglia ancora. Finalmente una storia lieve, leggera, sorprendentemente inusuale, detta quasi in punta di piedi (è soltanto pura coincidenza che le protagoniste invece non li abbiano proprio, i piedi?), che si srotola veloce per angoli inaspettati attraverso parole normali messe una accanto all'altra a costruire una prosa che invece sembra antichissima, in sequenze eleganti e svelte, assolutamente personali, che definiscono uno stile asciutto e senza virgole come le storie d'incanto raccontate ai bambini dell'infanzia di ieri, lontane dall'invenzione iperfantastica un po' sciatta dei romanzi di Harry Potter. Qui sembra che nella storia non succeda nulla, eppure succede di tutto, e mentre quasi nulla di quello che succede può essere vero, tutto è profondamente veritiero: la Saggezza di Sentimenti profondi dietro la Leggerezza del raccontare, la Storia dietro le Storie, l'incanto di lontane Radici dietro il Mito che affiora sfidando la logica. Non sono riuscita a resistere, ho comprato il libro subito dopo l'ultima parola (SL).